Poesie di Giovanna Bemporad

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scenografia-Karl-Friedrich-Schinkel

Friedrick Schinkel, Scenografia per il Flauto magico di Mozart, acquerello a tempera, 1815

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Da Esercizi vecchi e nuovi (2011)

Già la mia vela, in signoria dell’ombra
l’impudenza del giorno lascia a riva
col suo lungo corteo di foglie morte.
E lacrime si adunano negli occhi
sommesse, irrevocabili. O mia dolce
gioventù, la tua favola è finita
e l’autunno m’è sopra. Il mondo intorno
con la sua fioritura sempre nuova
di lucenti capelli ad ogni aprile
tanto mi offende che vorrei morire.

PAESAGGIO

L’immagine di un’acqua fresca e viva
domina la mia sete. Non più gaie
rincorse, non più giochi strepitosi
sotto altissimi cieli.

Ma sul greto
le donne ancora lavano le vesti
(e ne riflette i gesti l’acqua chiara
come in uno specchio); con movenze liete
vanno ragazze a stenderle cantando.

Tutto fa ch’io ritorni come allora
quando era dolce abbandonarsi al riso
con leggerezza estrema, e non la smania
di comporre l’ignoto in forma certa
l’ingenuità del cuore aveva offeso.

INTARSIO

Lontana teoria di voci stanche,
già votate al silenzio, è nella sera
e un profumo indistinto di viole.

Torna memoria in me degli svaniti
mesi di maggio, quando s’impigliava
spensierato il mio riso nel silenzio
della vasta terrazza (già canora
di passeri, fiammante di gerani …)

e un silenzio infinito è sopra il riso
dell’universo.

O morte nella vita
la certezza che insinua in noi da vivi
quanto sia vano esistere. Che spero
se il presente sarà più presto andato
che non raggiunto, e più vicina l’ora?

luglio 10th, 2018|Giovanna Bemporad, Recuperi 2|