Poesie di Matteo Veronesi

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LAGO DEL TEMPO

I

Sulla riva del lago
c’è un uomo morto che sogna
la propria morte

E la vede e rivede nel vibrio
stupefatto dell’acqua con le moltitudini
delle foglie, la tela
tenue dei rami, con le impietrite altitudini ‒
in alto il canto
muto dei cieli deserti
a cui fa eco il profondo
in silenzio

Come l’uomo che guarda
davanti a sé, in una camera bianca
una sedia vuota, e vede
se stesso ‒
l’assenza
di sé, in cui sarà tramutato

Così sulla riva del lago
c’è un uomo morto che sogna
la propria vita

II

Non volgersi indietro ‒
o solo
per un istante, addolorato e infinito
posare l’orecchio sul respiro
sottile delle acque
feroce e dolce che trema come l’ultima
ora divora la trama delle ore

E tutto, nel morire
sarà eterno così come è uguale
ogni passo a se stesso, incancellabile ogni orma ‒
sempre lucente la luce
che gronda di valle in valle, il mare
che in se stesso sprofonda e si rinnova
e il canto lamentoso della madre
rispecchiato da un’aura senza giorni

III

Sale all’eterno il tempo
come di nodo in nodo, di foglia
in foglia sale l’edera all’azzurro
nella sua danza immota ‒
e come questo verso
nella sua muta musica visibile
si nutre del proprio nero, e muore
del bianco che l’assedia

(Da dove sorge, verso dove si eleva
quest’infinito albero
d’essere e canto ‒
questa oscura radice
sprofondata nel buio
persa in un ventre antico)

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luglio 10th, 2018|Matteo Veronesi|