Poesie di Matteo Veronesi

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IV

Ogni istante che cade
dal tempo, come folgore
o stilla, è già memoria

(In ogni istante moriamo
e risorgiamo, già vivi
ancora morti, in quell’alto passo ‒
e più pura è la vita
in quella morte)

Già ricordo, già spettro ogni labbro
che con il labbro sfioriamo, già ombra le chiome
in cui affondiamo la mano ‒
notte eterna
già il grembo in cui scompaiono
i nostri nervi protesi
eppure colmo di luce oltre il suo
margine chiuso ed immenso

(Come folgore o stilla è già memoria
ogni istante che cade)

V

Come si avvolge, lungamente
indicibilmente il tempo
quasi un antico volume
rapito dal suo scrigno
che nuovamente lo ingoia, nel segreto

Trascolora
come la valle sotto il velo opaco
lacerato delle nubi
o l’inganno perenne del paesaggio
che si adombra o svanisce nella sera

(Gocce, lampi, aurei ricami
di sole scesi nei gorghi degli anni
come nel grembo del mare e della terra ‒
forse tutto doveva
essere come fu ‒
anche le attese vane
e le angosce, e le lacrime
anche le tenebre ora fatte chiare
nello specchio del tempo che è venuto
come il buio del cielo
nelle iridi vaste della pioggia ‒
vita inverata, tempo
divenuto se stesso)

luglio 10th, 2018|Matteo Veronesi|