Giuseppe Arcidiacono

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La costruzione del silenzio: architetture di Giorgio Grassi di Giuseppe Arcidiacono

«Vedevo altresì che gli architetti contemporanei si ispiravano a novità sciocche e stravaganti […]. In tal modo quest’arte, che ha tanta importanza nella nostra vita e nella nostra cultura, sarebbe sicuramente scomparsa del tutto»: questa frase preoccupata del De re edificatoria (VI, I) apre il saggio di Giorgio Grassi su Leon Battista Alberti,[1] che è una riflessione più generale sul mestiere di architetto; ed è una frase che sembra riassumere il punto di partenza ma anche la meta di Grassi e del suo personale percorso di progettista contemporaneo.