Roberto Rossi Precerutti

>>>Roberto Rossi Precerutti

In margine a «Canone semplice» di Roberto Rossi Precerutti

Nel sapiente montaggio di Canone semplice (2007), in cui Marco Vitale raccoglie con aggiunte, sostituzioni e varianti materiali poetici già editi in riviste, plaquettes ed edizioni d’arte, nonché un significativo mannello di inediti, gli occhi del lettore non possono non individuare il segno di una “leggerezza” che, lungi dal dissimulare la minaccia, mallarmeanamente accablante, di un senso negato, cifra della finitudine umana e, quindi, della vanità di qualsivoglia tentativo di circoscrivere e nominare un reale perennemente in fuga, sfumato dai trucchi di una memoria ingannatrice (si pensi ai versi montaliani di un celebre Osso: «si deforma il passato, si fa vecchio, / appartiene ad un altro...»), dona tuttavia quella capacità di «danzare al di là di noi stessi» cui allude un folgorante appunto di Guido Gozzano.