Casa natale di Pirandello
Casa natale di Luigi Pirandello, contrada Caos (Agrigento)
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Quasi tutto ciò che facciamo origina da un unico desiderio: durare il più a lungo possibile. I poeti non sfuggono a questa legge. Essere conosciuti, avere successo, diventare famosi nutre l’illusione di durare oltre la morte. La zoé in noi non crede alla morte. Anche quando ci rendiamo conto che ci siamo vicini, non riusciamo a credere che di lì a poco scompariremo.

I fisici ormai sono sicuri che nell’universo esistono dimensioni senza tempo, in cui però la vita è impossibile. Tuttavia anche nel senza-tempo, qualunque cosa esso sia, qualcosa c’è: il silenzio. Il silenzio è la lingua dell’universo. Per questo, anche se non riusciamo a immaginare il senza-tempo, può capitare che ne avvertiamo il richiamo. Succede quando un silenzio improvviso e assoluto ci rapisce tagliandoci fuori da tutto il resto.

Noi possiamo dire che cos’è una poesia, ma non cos’è la poesia. Una poesia è qualcosa che iniziamo, terminiamo, sistemiamo; la poesia non ha né un inizio né una fine, come un silenzio senza tempo. Una poesia è rumore nel tempo che aspira al senza-tempo, la poesia è un senza-tempo che riconduce ogni rumore al silenzio che l’ha generato. In questo senso scrivere poesie è vocazione al ritorno. Ogni poesia ci invita a tramontare in silenzio.

La poesia è nel silenzio in cui l’amore unisce due persone. Quel silenzio tremante che, interrompendo le parole, si trasforma nel primo bacio. Prima di quel bacio non c’era quasi niente fra di loro, dopo quasi tutto. La poesia è sempre primo amore, parola che (si) rigenera nel silenzio.

Talvolta il silenzio apre nell’amore un gorgo di felicità oscura che oltrepassa il desiderio di durare.

Sono arreso ai tuoi occhi
mentre ti parlo
guardo sopra questo azzurro
nell’azzurro dove quella
sottile scorza di luna
sa la liquida angoscia
di morire
di te

Un amico ci è indispensabile non tanto perché siamo sicuri che ci capisca, quanto perché sa ascoltarci nel silenzio. In questo ascolto, che assorbe ogni nostra parola, c’è qualcosa di più prezioso della comprensione. Il silenzio dell’amico custodisce per noi la poesia. Noi gli siamo grati, senza saperlo, proprio per questo.

Così anche nel nostro tempo, indifferente a la poesia, i silenzi nell’eros e nell’amicizia continuano ad esserne i custodi.

Scheda biobibliografica

Riccardo Emmolo è nato a Scicli nel 1951. Vive a Modica. Ha pubblicato due libri di poesia (Ombra e destino e altre poesie,2002; Ti parlo, 2012) e un libro di saggi (Memoria e cecità, 2010). Del 2017 è Immersioni, un libro di prose, versi e narrazioni. Presso l’editore svizzero Alla Chiara Fonte è uscita recentemente una plaquette di poesie dal titolo Pietruzze.