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Giovanna Bemporad (1928-2013), ebrea, figlia di un importante avvocato ferrarese, a sedici anni si impose sulla scena letteraria italiana con una traduzione in endecasillabi dell’Eneide. All’università di Bologna conobbe Pier Paolo Pasolini, che durante gli anni di guerra, la ospitò a Casarsa invitandola a collaborare alla rivista «Il setaccio» (su cui Giovanna, per evitare le leggi razziali, scrisse con lo pseudonimo di “Bembo”). Dopo la guerra, dichiaratasi lesbica e vestendo provocatoriamente abiti maschili, condusse per un certo periodo a Venezia una vita da bohémienne.
Nel 1948 uscì la prima edizione di Esercizi, un volume costituito da composizioni poetiche originali e da traduzioni dai Veda, Omero, Saffo, Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Mallarmé, Valéry, Hölderlin, Rilke, Stefan George. Nel 1952, trasferitasi a Roma, sposò Giulio Orlando (che fu senatore nella IX legislatura), con Giuseppe Ungaretti come testimone. Negli anni successivi intensificò l’attività di traduttrice a scapito di quella poetica, scoraggiata dalle tendenze contemporanee che andavano verso la liquidazione della metrica tradizionale e la trattazione di temi civili. Inizia in questi anni il lavoro della sua vita: la traduzione in endecasillabi dell’Odissea, che non arriverà mai a completare, sebbene la traduzione parziale pubblicata nel 1992 dalla casa editrice fiorentina Le Lettere le procuri numerosi premi (tra i quali il Premio Nazionale per la Traduzione Letteraria, istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali).
Nel 1980 Garzanti ripubblica gli Esercizi in un’edizione accresciuta e corretta. Altre pubblicazioni di Esercizi, contenenti soltanto composizioni personali, usciranno nel 2010 (Edizioni Archivio Dedalus) e nel 2011 (Luca Sossella editore).
Giovanna Bemporad è sepolta nel cimitero di Fermo.