Pierre Bonnard, Due cani in una strada deserta, 1894 circa, National Gallery of Art, Washington

PLINIUS MINOR di Luigi Picchi

PDF

da Antiqua lux ( Moretti & Vitali, 2018)

I, 6

Catturati con le reti
tre cinghiali.

Solo è rimasto
con stilo e tavolette.

Minerva gira dunque nei boschi
non meno di Diana.

I, 9

Un’assegnazione di toga virile,
poi fidanzamenti e matrimoni,
quindi dal notaio per un testamento,
un salto in tribunale e uno in Senato,
questo e altro occupa le sue giornate
e tutto sembra importante.

Ben diversa la campagna
(qui legge e scrive finalmente)
o quando lungo la spiaggia
trova una conchiglia e dentro
vi ascolta l’eco del mare
e sogna navigazioni, isole beate
e lassù, forse abitate, le stelle.

I, 24

Un piccolo podere è metafora
della vita come luogo definito
e microcosmo.

Bello è dominare il campicello
e in tutti i suoi angoli conoscerlo.

Lode, dunque, al dio Termine!

II, 1

Virginio Rufo di anni ottantatré,
mentre in Senato si chinava
a raccogliere il discorso
di ringraziamento all’imperatore,
si è rotto il femore.
L’età ha fatto il resto.

Tacito pronuncerà la laudatio
funebris
: un emblema questo
dei tempi antichi.

II, 8

Sul Lario si può cacciare
e pescare: acque e boschi
offrono abbondanza di prede
e il luogo è pure adatto
alla meditazione.

Così scrive all’amico Caninio
e intanto ai vecchi impegni
se ne aggiungono di nuovi
e lui si sente in catene,
bisognoso di otium e riposo,
quanto un infermo di vino
e bagni.

II, 10

Indolente e cocciuto l’amico
Ottavio: valente poeta,
non si decide a pubblicare
quei suoi epigrammi, degni
di Marziale (già girano di bocca
in bocca per tutto l’Impero).
Qualcuno finirà per rubarglieli
e non bisogna poi contare
in un’edizione postuma
(gli amici hanno altro da fare).

Prima della morte
è bene gettare le basi
del proprio monumento.