SENTIERI

Sentieri di pomice
insenature di sabbia
grigia e rosata
collinette, spugne.
Una chiesa, un tavolino
tre polipi appesi a essiccare
sul bordo dell’acqua

abbiamo provato a essiccare il tempo
a scambiarci i luoghi
la vita che ci era stata rubata.

Altri confini cercano
il sostegno del mare
del mare
del mare
blu, indaco, smeraldo e cristallo
ma non c’è corrente che
mi trasporti fuori
dalla mia isola interiore.

Hanno interrotto i collegamenti
mare nostrum, mare egeo,
sorellanza geografica,
flusso di acque nere
nelle fondamenta oceaniche.

Il mondo se ne è andato
e è il vuoto nella stanza

gli arcipelaghi si appartengono
stipulano alleanze
matrimoni, parentele.

Perché ho dimenticato
di costruire ponti?
Monodica è l’isola
frammenti di silicio
mischiati a sabbia,
polvere di conchiglie
gradini dipinti,
ciottoli a mosaico a forma di
fiori conchiglie delfini e tridenti

ma il marmo ora ha
il candore dei giovani corpi
distesi sulla spiaggia,
levigati e lucidati a cera.

 

Da Il codice dell’alleanza (La Vita Felice, 2018)

IL CODICE DELL’ALLEANZA

Avrei voluto che tu prendessi le mie parole
per coniugarle e dargli un senso,
ma tu le lasciavi cadere,
architetture sospese nel vuoto
ombre, che si allungano su frutti proibiti.

Escogitai spiegazioni, feci ipotesi,
domande senza risposta, il senso delle cose.
Avevo paura dei miraggi, nel deserto dell’anima
per questo uscii dal tuo tempio e scelsi
l’esilio.

Per questo, andai a est dell’Oronte
non per guarigioni miracolose o profezie,
ma per chiedere consiglio a Simeone e agli stiliti
sulla conoscenza dei segreti del cuore
e tu, …,
che più di ogni altro sei a conoscenza di tutti i miei segreti,

Tu,
lo capisci il cuore?

SINTOMI

Dividevi l’anima in sintomi,
io Proteo per sfuggire alla presa
difendevo il dolore con lo scudo,
io im-paziente, tu dottore, io sulla sedia, tu in trono.
La morte entrò in terapia, ma non si assopì sul divano.
Quale Io era al centro della scena?

Non fu una storia clinica, ma la nostra storia.
Io Ettore e mai Achille, io sconfitta sulle mura di Troia,
io nel Tartaro a cercare la luce, io “maniacale”,
io paziente, tu dottore, tu …

La nostra fu solo una storia fra cantori.
Giocammo al gioco della terapia
fino a entrare in collusione,
rituali o proiezioni?
Relazioni interrotte, relazioni durevoli,
relazioni senza trama, combattimento leale
non mortale, come di una gara tra cantori.
Eri pronto ad ascoltare il lamento,
ma io ero Ettore, non l’Addolorata
e i miei erano luttuosi smarrimenti d’amore.

Fu senza guida, senza cura, senza fede
ostinati negli stili, tu detective, io Tirteo
che avvenne un unico atto di devozione
al mio pantheon, e fu
guarigione.

Io imputata, tu assolutore
Ma tocca a noi, ora, solo a noi,
cercare un seggio più alto, senza imputati,
né vincitori.