Teisai Hokuba, Cinque bellezze, 1840, Metropolitan Museum of Art, New York
Teisai Hokuba, Cinque bellezze, 1840, Metropolitan Museum of Art, New York
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La poesia di Massimiliano Mandorlo

Poesie di Massimiliano Mandorlo

Mio fratello ha addosso una giacca di camoscio di qualche taglia più larga, in testa una berretta nera leggermente pendente sulla fronte. Ha due righe di sole negli occhi e non ci racconta storie gloriose: il pavimento tirato a lucido pochi attimi prima, la pulitura delle arnie degli alveari. I suoi occhi castani brillano di una gioia ritrovata. Come fari. Usciamo nell’aria scura dell’imbrunire. La nebbia è ferma negli spazi silenziosi del cortile. Guardo i ciocchi di legna immobili nella carriola, la campana sulle nostre figure rischiarate dalla luna. E tutt’intorno nebbia. Sale lentamente dalle fenditure della terra, si posa sui rami spogli e sui canali, aleggia sul manto nero dell’acqua. Nascondendo la forma delle cose, riportandole al loro silenzio originale.

Scheda biobibliografica di Massimiliano Mandorlo

Massimiliano Mandorlo è nato a Cattolica (Rimini) nel 1983 ed è bibliotecario per la Biblioteca di Ateneo dell’Università Cattolica di Milano. Ha pubblicato: Mareoltre (alla chiara fonte, 2009), Cascina con nebbia, con quattro disegni di William Congdon (alla chiara fonte, 2011), Luce evento (Raffaelli, 2012), Nella pietra (Moretti & Vitali, 2017) ed è compreso nell'antologia Paragrafi. Antologia di poesia in prosa (Puntoacapo, 2018). Scritti critici sulla sua opera sono apparsi su «Poesia», «Gradiva», «Testo. Studi di teoria e storia della letteratura e della critica», «Clandestino», «Atelier» e il quotidiano «Il Foglio». Ha tradotto vari poeti australiani per «Poesia» e «Nuovi Argomenti».

PER MASSIMILIANO MANDORLO DI MARCO VITALE

Nell’accingermi a scrivere sulla poesia di Massimiliano Mandorlo sono preso come da un senso di soggezione. La voce di questo giovane poeta è sicura, la sua ricerca è sorretta da un’ambizione che lo porta a non sottrarsi ai temi decisivi della vita, la sua scrittura ha probità e potenza. Mi aveva incantato un suo libretto di prose uscito in edizione d’arte nel Canton Ticino pochi anni or sono: un viaggio tra le nebbie fino alla pace di un monastero benedettino, posto tra le acque e i filari della Bassa lombarda. Un paesaggio segnato dal lavoro secolare di generazioni di monaci, di agrimensori, di braccia, che nella sua scabra santità non può non richiamare alla mente tante pagine di don Cesare Angelini.