Temperare la punta alla morte di Francesco Dalessandro

«Più che mai mi accorgo di essere un dilettante che racconta storie veramente accadute[2]», scriveva di sé con abituale understatement Alessandro Ricci; consapevole che il suo “dilettantismo”, se tale, era strumento di osservazione e narrazione non specialistico: un modo distaccato e, insieme, sommamente aperto all’esperienza (e ai suoi rischi) quale materia di poesia e di conoscenza.