Riccardo Emmolo

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Poesia e silenzio di Riccardo Emmolo

Quasi tutto ciò che facciamo origina da un unico desiderio: durare il più a lungo possibile. I poeti non sfuggono a questa legge. Essere conosciuti, avere successo, diventare famosi nutre l’illusione di durare oltre la morte. La zoé in noi non crede alla morte. Anche quando ci ren-diamo conto che ci siamo vicini, non riusciamo a credere che di lì a poco scompariremo.

Editoriale

Leuké» compie il suo secondo passo rimanendo fedele a sé stessa: nessuna uscita sull’intrigo del giudizio militante, nessuna dichiarazione di poetica, nessun astratto dibattito sulla poesia e sui poeti, ma solo riflessione pacata, dialogo amicale, cura della voce perduta e ritrovata, spazio discreto a chi muove i primi passi con autentica umiltà. Resta questo in sintesi il programma a cui restiamo legati, per convinzione e per vocazione.

Presentazione

‘Non c’era bisogno di un’altra rivista’, si potrebbe dire salutando la sommessa aurora di «Leuké». E si potrebbe dire a ragione, se «Leuké» fosse una rivista, nata da un sodalizio intellettuale ovvero da intenzioni (più o meno marcate) di poetica. In verità, però, il candore che emana dal titolo pavesiano di queste pagine allude ad una radicalità dell’umano che è il punto di irradiazione e di fusione di «Leuké».