LO «SCRITTORE IN VERSI» TRA CAOS E FINZIONE di GIANCARLO RUSSO

Da qualunque prospettiva si scelga di partire per osservare o analizzare l'opera di Giorgio Caproni, ogni lettore non può che convergere verso una unanime definizione di atipicità della sua produzione, di singolarità dell'esperienza letteraria, a tal punto che la critica, spesso in difficoltà nel tentativo di ricercare una sintesi efficace, ha preferito ricorrere, agli inizi ma non solo, a una generica definizione di antinovecentismo, un setaccio a maglie troppo larghe per cogliere i tratti distintivi di quella che oggi viene unanimemente riconosciuta come una delle voci poetiche più rappresentative del XX secolo.