LA STRAZIATA ALLEGRIA DI GIORGIO CAPRONI di SAURO DAMIANI

Ricordo bene il giorno del 1997 in cui fu annunciato che il Nobel per la letteratura era stato assegnato a Dario Fo. Credo di non essere stato il solo ad aver provato un po’ di rammarico e, ancor di più, ad aver pensato che era stato defraudato del premio quello che per consenso quasi generale era considerato il maggior poeta italiano vivente, l’unica personalità letteraria – pensavano in molti – davvero degna di fregiarsi del prestigioso alloro, Mario Luzi.